Casa Cupiello

La domenica è il giorno della famiglia (frase un po’ ciellina, detta così, ma ormai è venuta fuori), e io questa domenica la voglio dedicare a una mia parente, ossia, la Zia Gemella detta Zia Gemy.
Zia Gemy è la sorella di mio padre, più giovane di lui di dieci anni. Ergo, gemella lo è non di mio padre, ma di altri due fratelli (di cui però non parlerò).
Con mio padre ha in comune due cose: un cuore grande e buono, e l’arteteca (che in napoletano, e in senso lato, vuol dire più o meno essere affetti da moto perenne e perpetuo).
Ha passato centodue guai, nella sua vita, ma nonostante ciò è una delle persone più allegre che conosca. È l’altruismo fatto persona, ma questo grande pregio ha un piccolo, significativo, rovescio della medaglia: la  discrezione proprio non sa dove stia di casa. Per cui, anche se ti conosce da due minuti, è assolutamente in grado di farti delle domande imbarazzantissime davanti a una platea di almeno dieci persone, tra le quali c’è sempre uno dei seguenti tipi umani: il tuo capo, il ragazzo che ti piace, tua suocera, una signora caruccia che tanto è la mia migliore amica cosa t’imbarazzi… o, più spesso, tutti questi tipi messi insieme. Domande tipo, per farvi capire: ma questa macchia che intravedo con la mia vista bionica qui sotto, sul tuo sedere (con tanto di indice che tocca il punto in questione e di braccio che ti placca con morsa d’acciaio per tenerti ferma) è il tuo sangue mestruale, vero? Cosicché, di solito, sei indecisa tra scavarti una fossa e sparire nelle fauci del pianeta oppure darle una capata e farla svenire per almeno una mezz’ora buona in cui seminarla per sempre.
La caratteristica principale di Zia Gemy è quella di esserci: Lei c’è, sempre. Quando ne hai bisogno… e anche quando no. Ed è una cosa bella, se non fosse per il piccolo particolare che 10 minuti con lei equivalgono a passare una giornata intera dentro la lavatrice con la centrifuga attivata a duemila.
Ora, perché ne parlo a voi.
Perché Zia Gemy, per me, ha un affetto elevato alla sesta potenza: mi vuole bene perché sono un essere umano, ancora di più perché sono una sua parente, ancora di più perché sono la figlia del suo fratello preferito, ancora di più perché sono la figlia femmina, del suo fratello preferito, di piùissimo perché sono la figlia femmina che lei non ha avuto, e infine, oltre a tutto questo, perché sono lontana e lei deve supplire alla lontananza con un Super Affetto.
Quindi, da quando ho iniziato questo blog, cioè dieci secondi fa, Zia Gemy è diventata subito follower. E, ovviamente, ha già scritto decine di commenti di  tenore molto sobrio, sia nella forma che nella sostanza.  Tipo, riporto fedelmente:

Cara ,scrivi da Padreterno!!!Sembra di leggere un romanzo,,sentire e vedere un anima ,un paesaggio ecc…

Cose, insomma, vagamente imbarazzanti da approvare e pubblicare, soprattutto considerando che già esponendomi qui in pubblica piazza in prima persona ho esaurito la mia scorta di incoscienza e di coraggio.
Il problema, però, è che alla fine mi dispiace, di oscurare la Zia come se fossi una crudele nazista. Anche perché ho notato che, da qualche giorno, lei non mi commenta più col suo affetto roboante (forse perché si è giustamente offesa per la censura, ben mi sta). E insomma sono divorata da scrupoli e terribili rimorsi.
Allora ho pensato di creare una pagina solo per lei e i suoi commenti, ma peggio mi son sentita: prima la oscuro e poi la ghettizzo?
Sicché, alla fine, ho deciso semplicemente di approvare i suoi commenti lasciandoli andare a vagare in mezzo a tutti gli altri, allegri e pazzerelli come lei.
Ché tanto, già lo so, finirete per voler leggere quelli molto più dei miei post scemi.

Buona domenica!

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2 thoughts on “Casa Cupiello

  1. Perché Life on Macondo è contro ogni forma di discriminazione per motivi di razza, genere, religione e grado di parentela.
    Grande suspense. Inatteso, super colpo di scena.

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