La seconda cosa bella

Della prima ne avevo parlato qui: era un luogo e un’esperienza. Individuale.
La seconda l’ho conosciuta subito, al mio arrivo a Macondo. Ma ho realizzato quanto fosse Bella solo ieri.

Anche questa è un luogo: una libreria, per l’esattezza. Anzi, una Libreria: non un negozio di libri gestito da persone che vedi e posseduto da persone che non vedi, dove la musica sparata a palla e il rumoreggiare dei clienti non ti fanno sentire i tuoi pensieri, ma un porto, un rifugio, una baia dove puoi passare veloce o attraccare, stare in silenzio o chiacchierare, curiosare senza bussola o cercare con criterio, perderti o ritrovarti.

vortice

Anche questa è un’esperienza, ma non è individuale, anzi: è fatta di persone. Nello specifico tre, ovvero i Librai: Sorriso, Ciufforock e Sognatore. Sorriso e Ciufforock sono femmine e fanno parte del gruppetto che ha messo su la Libreria (almeno, di Sorriso son sicura). Sono le proprietarie, insomma, oltre che quelle che ci lavorano. Sognatore è il più giovane (credo), è “solo” un commesso ma è molto appassionato e competente, al punto che è riuscito a farmi comprare un giallo che ha per protagonista un personaggio fascista: e mi sta pure piacendo. Ciufforock è la prima con cui ho interagito: apparentemente dura, ma invece simpatica. Professionale, asciutta, competente. Il colpo di fulmine vero, però, è scattato con Sorriso (che poi è anche la Direttrice della Libreria e l’ultima dei tre che ho conosciuto): un po’ perché, come si intuisce dal nome, c’ha un sorriso che, quando lo fa (cioè spessissimo), a lei sorride tutta la faccia e a te sembra di conoscerla da sempre, un po’ perché abbiamo scoperto subitissimo, dopo dieci secondi di conoscenza, di avere un Amore in comune, che naturalmente è uno scrittore. Anzi, al momento è Lo Scrittore Preferito.

La Bellezza di questo luogo e di queste persone, lo dicevo, non l’ho capita subito.

Quando sono arrivata a Macondo, infatti, per lungo tempo ho diffidato delle sue Librerie (perché, ebbene sì, solo il centro ne ha tre): una era troppo troppo piccola, di quelle che qualsiasi cosa chiedi la devono ordinare e quindi mi faceva venire l’ansia; una era un negozio di libri, in cui la signora che mi aveva servito una volta non conosceva alcuni dei miei autori preferiti e questa cosa mi aveva suscitato un’inestirpabile diffidenza; l’ultima era, appunto, la Seconda Cosa Bella, che non aveva particolari difetti: semplicemente, non era la Grande Libreria della Grande Città (quella della Grande Effe, per intenderci) e io non ero ancora pronta per aprirmi a una nuova amicizia.

Poi però, lentamente, le cose sono cambiate: un po’ per necessità, un po’ per volontà, in questa terza libreria ho cominciato ad andarci più spesso. Ho trovato quello che cercavo e anche quello che non cercavo. Ho incontrato i Librai.

E poi, c’è stato ieri.

Ieri la Seconda Cosa Bella ha organizzato un incontro con Lo Scrittore Preferito (quindi DUE cose belle insieme). Che, per inciso, viene dalla stessa città da cui vengo io e che io avevo conosciuto di persona qualche mese fa.

E l’incontro è stato bellissimo, perché Lo Scrittore Preferito ha confermato di meritarsela, la preferenza di cui gode: ha parlato tanto, e bene, e non di sé come fanno un sacco di scrittori (anzi, quasi per niente di sé), ma del suo libro, di come quello che ha raccontato lì dentro abbia a che fare  con la nostra (mia e sua) Città Natale ma anche con il paese in cui viviamo in generale; e ha letto dei brani non dal libro ma da altri testi che ha scritto e che ci aveva portato proprio per condividerli; ed è stato spiritoso, e commovente, e profondo e leggero al tempo stesso. E insomma, ha confermato di essere una Persona Straordinaria, oltre che uno Scrittore Straordinario, dove straordinario significa di grande generosità, umana e intellettuale.

E non è finita qui.

Lo Scrittore Preferito e Sorriso sono venuti a cena da me e Cuoresaldo.

E anche la serata, come l’incontro, è stata bellissima. Abbiamo mangiato e chiacchierato come se ci conoscessimo da sempre, abbiamo discusso di cose serie e meno serie, ci siamo raccontati le nostre vite (soprattutto Sorriso, che è una miniera di storie) e abbiamo cazzeggiato.

E per una volta, da quando siamo qui a Macondo, non è stato Cuoresaldo a regalarmi qualcosa di suo ma il contrario: sono stata io a condividere con lui qualcosa di mio.

Insomma, ieri sera, forse per la prima volta, Macondo mi è sembrata un posto anche un po’ mio.

E questo, per tornare all’inizio del discorso, grazie alla Seconda Cosa Bella.

Che poi, se analizziamo, sono quattro cose belle: la Libreria, Sorriso, lo Scrittore Preferito e Tutto l’Insieme.

p.s.: questo post non fa ridere, lo so. Però mi andava lo stesso di scriverlo.

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3 thoughts on “La seconda cosa bella

  1. a Macondo succedono cose straordinarie che han che fare con memoria e magia. Perfino la solitudine, pur durando cento anni, a volta si ritira per farti cenare con lo SP 🙂 Ti abbraccio, pezzo di fe’.

  2. Le cose si apprezzano vivendole……..piano piano………conoscendole………… ed anche questo un bellissimo pezzo!!!!!!!!!

  3. insomma si avvicina il parto e mi diventi zuccherosa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    A me invece il suo ultimo libro non e’ piaciuto per nulla!!
    Lo posso dire??????????????????????????????????????

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