L’inevitabile.

INT.  CASAMACONDO – NOTTE.

L’orchestra nel condominio rosso alle spalle, le luci bluastre e psichedeliche, il palco, e in mezzo, a dominare lo schermo di rispettabili dimensioni, Lui, bianco (i capelli) e nero (l’abito con ricami cino-tirolesi ton su ton), che urla a squarciagola.

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La macchina del capo

caduta in acquaUna settimana fa, lo sapete tutti, c’è stata una terribile alluvione che per quanto non abbia – come dicono i tiggì – “messo in ginocchio” la Grande Città e i suoi dintorni, li ha sicuramente stressati parecchio. Mentre Macondo – complice la sua posizione alta sul colle – ha retto piuttosto bene al maltempo, le strade che lo collegano alla Grande Città e al resto del mondo… no, per niente.  Sicché, venerdì scorso, Cuoresaldo non è potuto andare in ufficio, e i miei genitori – che per venirmi a trovare (in auto, chiaramente) avevano scelto con attenzione e calcoli  statistico-astrologici di vario tipo proprio quel week end – hanno impiegato per raggiungerci sei ore invece che due.
Al di là di questi piccoli disguidi, però, per noi tutto è andato bene…
…fino a lunedì.
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