And the winner is

Faccio un outing imbarazzante: sono anni, anzi, decenni, che uno dei miei sogni più grandi è quello di poter fare un discorso di ringraziamento per la vittoria.

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Che tipo di vittoria nel mio sogno non è mai stato ben specificato: quando ero ragazzina sognavo una vittoria sportiva, magari a pallavolo (unica disciplina che ho praticato con una certa passione e costanza, ma certo senza mai arrivare a livelli professionali che giustificassero le mie velleità di vincere qualcosa e ringraziare); poi ho virato più sui successi professionali (cose tipo vincere un Oscar, quindi anche qui ambizioni molto realistiche); infine, quando ho cominciato ad accettare la realtà – e cioè che per essere una Francesca Piccinini sono troppo vecchia e per essere Suso Cecchi D’Amico no, ma insomma qualche segnale avrei già dovuto darlo – mi sono più umilmente accontentata di sognare di vincere, che ne so, un Master di nuoto (ma anche qui, mica mi son messa ad allenarmi coi Master).

Alla fine, però, Oscar o Master che fosse, questa benedetta occasione non è mai arrivata e io il mio discorso di ringraziamento non l’ho mai potuto fare.

Fino ad oggi.

Perché oggi l’occasione per fare il mio discorso ce l’ho, eccome. Magari per voi non vale, ma io penso di aver vinto il premio più grande del mondo: più bello di un Oscar, più sudato di una medaglia d’oro alle Olimpiadi, più inaspettato di un Master sotto i quarant’anni.

Il premio di cui parlo é P. (il vero, bellissimo nome di Alien).

P. che è nato una settimana fa trasformando il Più Grande Dolore del Mondo nella Felicità Perfetta Mai Provata Prima.

Per un Premio così – converrete con me – non si può non fare un discorso di ringraziamento.

Quindi, finalmente, lo faccio.

Il mio primo grazie va alla Sanità Pubblica Italiana: perché il mio parto, e l’assistenza che ho ricevuto, sono stati da dieci e lode a costo zero e – alla faccia di quelli che macomenoncel’haiunassicurazioneprivata?!?!? – hanno confermato quel che penso del nostro sistema sanitario nazionale, e cioè che è fondamentale che resti pubblico, e che nonostante le storture ci sono tante persone bravissime che fanno il loro lavoro con passione e competenza.

In particolare, il mio grazie va all’Ospedale Eletto: a tutti i suoi medici, alle ostetriche, alle infermiere pediatriche, alle donne delle pulizie, ai cuochi della mensa, agli inservienti che hanno accolto e curato me e P. come se fossimo due star.

Un grazie particolare alla Nazista, cui volevo dire che era una grandissima stronza, per quanto mi urlava in testa durante il travaglio, ma cui poi ho detto che la amavo, perché è il genio delle anestesie; a Ilaria, che mi ha tenuto le mani e mi ha accarezzato quando tremavo e sudavo per il dolore; a Daniela e Claudia, che quando stavo mollando e dicevo che no, non ce la faccio più a spingere, non ho il fisico, mi hanno incitato e tifato facendomi sentire Rocky che al centoduesimo round vince contro il terribile Drago e alla fine, quando l’ho battuto, il terribile Drago, mi hanno messo P tra le braccia.

Grazie a , la mia praticamente sorella, che c’era, durante il mio travaglio, là fuori, insieme ai miei genitori, a far loro compagnia, a mangiare la pizza al taglio, ad aspettare Alien fino a notte, nonostante avesse due bimbi piccoli ad aspettarla a casa.

Grazie a Jo Talebana, l’altra mia sorella, che si è fiondata il giorno dopo nella Grande Città per abbracciarmi, che mi ha portato l’affetto e i regali della nostra Città Natale, che mi ha aiutato a fare la prima Giga-poppata di P. innamorandosi di lui.

Grazie a Super B., le cui marmellate fatte a mano di arance e mandarini sono giunte la prima mattina in ospedale, ad allietarmi le prime colazioni senza saliva e senza nausea.

Grazie a M e a Me, che mi hanno portato un panino con mezzo chilo di prosciutto crudo, panino che io mi sono gustata nella mia ultima notte all’Isola mentre P. dormiva al mio fianco.

Grazie a La Francese, cui mi lega un’amicizia bella e delicata, singolare e forte.

Grazie a Principe, che mi sono ritrovata davanti aprendo gli occhi dopo un pisolo e proprio non me l’aspettavo, perché ai maschi sai quanto gliene frega di solito di queste cose e invece lui era felice e commosso.

Grazie a Larò e Meryann, che sono sbucate belle e coloratissime nel primo pomeriggio di visite, piene di regali per P, e non smettevano di dire quant’è bello e di fare foto e ancora oggi sono sempre lì, insieme a Claire, dall’altra parte del telefono, a darmi consigli appena mi servono.

Grazie a Divanka, alla Pallavolista e al Molleggiato  (suo marito dellaVerginecomete), che mi hanno portato all’Isola l’affetto di Macondo e mi hanno commosso, dimostrandomi che anche gli Amici della nuova vita aspettavano con ansia di conoscere P.

Grazie allo Sbu, che con se stesso mi ha portato un po’ del Miofratello lontano.

Grazie a tutti gli altri amici che hanno chiamato o mandato messaggi, a tutti quelli cui ho risposto ma soprattutto a quelli cui non ho risposto, per aver partecipato a una giornata tanto speciale.

Grazie a La Santa, la mia supercognata superesperta, che ha sfidato il suo panico da traffico automobilistico per venire a salutarmi all’ospedale e che mi ha fatto trovare a casa, al rientro, un sacco di cose che mi servivano e io ovviamente neanche lo sapevo (tipo il biberon).

Grazie a La Favorita e a il Bello, che sono sempre e comunque in contro tempo rispetto a tutti e per questo il loro arrivo è ogni volta una sorpresa.

Grazie a Juan, che ha fatto compagnia a Cuoresaldo nella prima, lunghissima notte all’Isola e non ci ha fatto sentire soli.

Grazie alla Prof. che, pur morendo dalla voglia del nipote, è venuta pochissimo in ospedale per non contribuire alla folla generale e intanto ci preparava pranzi e cene da farci trovare a casa, pranzi e cene che si son rivelati fondamentali nei giorni di caos dopo il rientro.

Grazie al Piccolo Chimico, che col suo garbo d’altri tempi mi ha portato la Primavera dentro la stanza d’ospedale, con tanto di vaso dove metterla (ché il Piccolo Chimico la sa lunga sulla mancanza di vasi negli ospedali).

Grazie alla Broccola Sr, che, non potendo proprio venire perché a nove mesi un aereo non te lo fanno prendere, ha girato un fantastico videomessaggio in cui Milady e Spank urlano a P che lo stanno aspettando al parco.

Grazie ai Miei Genitori, che c’erano dall’inizio alla fine come ci sono sempre stati, e da quando sono nata a oggi che sono diventata mamma non hanno mai smesso di essere, loro, i miei bastoni.

Grazie a Miofratello che, quando è calata l’ultima notte all’Isola e il reparto ha chiuso le porte agli ospiti e io sapevo che lui era Oltralpe, a milioni di km da me, a fare le guardie nel suo ospedale, e ormai non avrebbe mai visto P nelle sue prime ore di vita né me in quei giorni tanto speciali, è apparso magicamente e mi ha fatto la sorpresa più meravigliosa del mondo e io mi sono messa a piangere come nei vecchi, cari programmi di Raffaella Carrà.

Grazie a Cuoresaldo, che senza di lui non ce l’avrei mai fatta in questi nove mesi e soprattutto in queste ultime ore, che mi ha dato e mi dà coraggio, e fiducia, in ogni secondo e che io lo sapevo, che era l’Uomo Giusto, ma non fino a questo punto.

E infine grazie a te, P., che mi hai fatto sputare l’anima, nel senso letterale del termine, ma ne è valsa proprio la pena perché sei la Meraviglia del Mondo e io non lo so proprio spiegare, che cosa mi hai fatto, ma in un microsecondo mi hai cambiato, in meglio, e per sempre.

E comunque per fortuna che non ho vinto niente perché questo discorso non me l’avrebbero mai fatto fare da nessuna parte e dal palco degli Oscar mi avrebbero cacciato a calci.

P.S. dal prossimo post basta sdolcinatezze e si torna a ridere, promesso.

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8 thoughts on “And the winner is

  1. Accidenti che tenerezza infinita cara mamma migliore del mondo! Saranno gli ormoni o forse e molto più probabilmente le tue parole, ma il risultato é stato fiumi di lacrime per me!

  2. Il mio apparato lacrimale applaude al discorso e ringrazia te (che, diciamocelo, in quel Valentino vintage stai BENISSIMO) per essere stato risvegliato dal letargo invernale.

  3. insomma scopro che…sei fan di baglioni, adori sanremo e…vai pazza per i discorsi di ringraziamento……aiutoooooooooooooooooooooooooooooooo

  4. E grazie a Katrina che con messaggi di ogni genere ti incitava a combattere sempre e a non mollare maiiiii e che la vista di P sarebbe stata la cosa più bella del mondo della serie”ma come ho fatto a vivere finora senza te?

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