Memo fond(am)ent(al)e per noi ragazze

Anche se non la tocchi da mesi, forse da anni, e credi di averla dimenticata;
anche se, a centoventicinque anni suonati e dopo 8.723 diete, hai finalmente imparato ad alimentarti correttamente e schifezze non ne fai più;
anche se sei improvvisamente diventata vegana e pensi che le radici di ranuncolo siano l’alimento più gustoso della terra;
anche se la tua nuova religione ti consola di ogni asperità della vita;
anche se credi che non ci siano problemi che la tua palestra/piscina/psicoterapia/estetista non possano risolvere;
anche se hai un fidanzato, un figlio (o più), un amante insomma relazioni sentimentali o sessuali che ti soddisfano o comunque che ti riempiono la vita al punto da farti credere di non avere neanche un secondo libero per dedicarti a lei anche se volessi;
anche se pensi di essere diventata adulta e risolta;

INSOMMA,

anche se pensi di non averne più bisogno,

RICORDA:

non è vero.

Della cioccolata avrai SEMPRE bisogno, nella vita.

Soprattutto, ne avrai bisogno di domenica sera, quando hai lo stato d’animo sereno di Gozilla e vorresti solo andare alla Conad, rovesciare tutto il reparto attinente nel tuo carrello, dal mars di due euro del 1981 al fondente 100% della papuasia da 10mila dollari al milligrammo, e passare alla cassa con sfrontatezza, fregandotene della commessa che ti guarda attonita anzi, pronta a sferrarle un pugno in faccia alla prima battuta…

…ma purtroppo sei sola a casa con tuo figlio di sette mesi che dorme e non puoi muoverti, e la cosa più buona che c’è dentro gli scaffali della tua cucina è il miele di castagno del ’95 solidificato che neanche con la trivellatrice.

Ecco, ricordatene, la prossima volta che fai la spesa e ignori il corridoio di quelle che con superbia, tra te e te, chiami “schifezze”.

(Ora a me non resta che scrivere a Willy Wonka)

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4 thoughts on “Memo fond(am)ent(al)e per noi ragazze

  1. L’hai detto SUPERCALIFRAGILISTICHESPIRALIDOSO?
    Eccoti qui la soluzione. Continua pure a snobbare gli scaffali del reparto sopracitato, fai la figa, sii superiore. Compra invece con fare disinvolto della farina (signora mia, come leva le macchie d’unto fresche fatte la farina, niente), dello zucchero (BASTAUNPOCODIZUCCHEROELAPILLOLAVAGIÙ), del bicarbonato (no, signora mia, non ho alcun imbarazzo di stomaco, modestamente io con il bicarbonato ci faccio di tutto, ci tolgo perfino i cattivi odori dal frigo.), dell’olio di semi e dell’aceto (ma dai… l’ho detto per scrupolo ma un po’ d’olio e un po’ di aceto ce li avrai in casa, no?) e del banalissimo cacao in polvere (sì, proprio lui, quello tristissimo che quando la prozia Lilla ti diceva “vuoichetipreparounacioccolatacalda?” a momenti ti veniva da piangere).
    Adesso che hai tutto il necessario per procedere (ed è un necessario che non va a male, lo tieni lì in dispensa anche per anni), eccoti la ricetta salvavita.
    TORTA CIOCCOLATOSA PER RAGAZZE IN ASTINENZA
    INGREDIENTI
    farina bianca 00: 260 gr
    zucchero semolato: 180 gr
    cacao amaro: 40 gr
    bicarbonato: 1 cucchiaino
    sale fino: mezzo cucchiaino
    olio di semi: 5 cucchiai
    aceto di mele: 1 cucchiaio (o un qualsiasi aceto bianco)
    acqua: 200 ml

    Accendete il forno a 180° e rivestite di carta forno uno stampo da plumcake (non ti spaventare, va bene uno di quelli usa e getta che trovi nell’apposita corsia del supermercato).
    Setacciate in una ciotola la farina, il cacao e il bicarbonato (se non hai il setaccio gira tutto bene bene con una forchetta). Aggiungete lo zucchero e il sale e date qualche colpetto con una frusta a mano (NIENTE PAURA: FORCHETTA!) per mescolare bene il tutto.
    Livellate alla bell’e meglio la superficie del mix di ingredienti asciutti e preparate una brocca con l’acqua (va bene quella del rubinetto, fredda).
    Adesso – e non azzardatevi a ridere, perché è una cosa seria… – fate due buchi sulla superficie degli ingredienti asciutti, distanziati tra loro: uno piccolo (ci deve entrare 1 cucchiaio di aceto, senza fuoriuscirne) e l’altro più grande (ci devono entrare 5 cucchiai d’olio, ma se anche fuoriescono non muore nessuno).
    Mettete prima l’olio nel buco più grande, poi l’aceto in quello piccolo, esattamente in questa progressione (non è stregoneria, c’è una ragione che vi spiego più sotto).
    Rovesciate l’acqua nella ciotola, tutta in un colpo, e mescolate velocemente con la frusta a mano finché il composto non ha più grumi. Siate rapidi: 20 secondi e non uno di più, se volete che la torta sia davvero sofficissima. Rovesciate nello stampo, livellate e infornate all’istante.
    Fate cuocere la torta per 30, massimo 40 minuti (dipende dal vostro forno). Fate attenzione a non seccarla: la superficie dev’essere gommosetta e lucida (proprio brillante, se è opaca, vuol dire che l’avete cotta troppo…). E soprattutto non fatevi venire in mente la prova-stecchino: qui vi porterebbe completamente fuori strada.
    Lasciatela raffreddare 5 minuti nello stampo e poi estraetela sollevandola insieme alla carta forno (niente capovolgimenti, please…) e mettetela su una griglia.
    Si mantiene morbidissima per 3 giorni, ma difficilmente ha vita tanto lunga (e non a causa degli Apaches o dei Sioux…). Nel caso finisse troppo presto, rifatela senza sensi di colpa.

    STAMPA QUESTO COMMENTO, MIDOULLIN, E FANNE TESORO!

  2. Non ci posso credere, ho tutti gli ingredienti! Il bicarbonato da quando ero incinta e non lo usavo per pulire la frutta e l’insalata, il cacao è del ’97 ma tanto chi vuoi che se ne accorga, il frullino a mano l’ho preso per le pappe di Pi… sarebbe tutto fantastico se non fosse per me… il massimo che potrei fare in questo momento sarebbe rovesciare l’intera scatola delle palline nesquik di cioccolata in una brocca col latte (per poi scolarmi il pappone davanti a un film idiota), non credo
    di riuscire a fare una cosa così carina come quella che proponi tu. sigh.

  3. Ma sì, comprala la prossima volta. Fondente sopra 85%. Due tacche e passa l’astinenza: a testa alta e a girovita stretto.

  4. Benedetta, che tu sia benedetta di nuovo e per tutta la vita. Io che non ti conosco e che la domenica sera mi viene una voglia di cioccolata che mi potrei arruolare nell’Isis. Poi ti dico se funziona (però la ragione dei buchi non l’hai detta, vabbè la prossima volta, non muore nessuno)

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