Riunioni familiari: 9 cose che ho imparato.

Giovedì scorso sono calati qui a Macondo i miei parenti d’oltralpe, consistenti in due adulti e tre mocciosi tra gli 8 mesi e i 5 anni. I bambini hanno dormito da noi, gli adulti sono stati altrove ma solo per dormire, per cui abbiamo raggiunto un totale complessivo di 4 mocciosi e 4 adulti conviventi in una dimora di 70 mq dotata di una sola stanza da letto isolabile e di zero mobilie ove occultare cadaveri del disordine umano (per quell’annosa faccenda dei gusti minimalisti e da loft-lover, duri a morire, di Cuoresaldo e per un oggettivo problema di spazi della casa).
Vi lascio immaginare l’aspetto che aveva la suddetta dimora qualche ora fa, quando le truppe francesi l’hanno abbandonata per proseguire la transumanza natalizia verso la Città Natale: neanche Massimo Decimo Meridio seppe fare di meglio in Germania.

Disordine a parte, ecco gli insegnamenti più importanti che mi hanno lasciato questi cinque giorni di convivenza:

  1. quando il caos supera un certo livello, è inutile continuare a combatterlo: hai molte più speranze di sopravvivere se ti ci abbandoni;
  1. per quanto possa sbatterti a difendere il cellulare dalle mire espansionistiche dei bambini, loro sapranno sempre come fregartelo e ingolfartelo in un picosecondo di duecentosette immagini tipo queste nonsense2nonsense1
  1. per una qualche stranissima legge di natura, gli infanti riescono a sopravvivere agli agguati dei fratelli più grandi anche senza l’intervento degli adulti (la cosa vale meno fra cugini, quindi in quel caso datela, una voce);
  1. a cinque anni e mezzo le bambine sono più interessate ai baci tra innamorati che al panorama, agli animali, agli alberi, ai trenini e tutto il resto (ergo, l’adolescenza inizia a quell’età? boh);
  1. Peppa Pig esiste ed è invincibile;
  1. (corollario 1) basta un solo soggiorno in Italia, e relativo contatto con bambini autoctoni, perché anche il bambino francese meno avvezzo alla tv del mondo venga contagiato dall’ossessione per Peppa;
  1. (corollario 2) anche la miglior intenzionata delle zie calerà le brache e smetterà di regalare classici dell’infanzia per regalare libri di Peppa;
  1. (ultima cosa sull’argomento, giuro) se avete amato ER tenetevi lontano da Peppa per evitare lo shock che ho avuto io, ossia scoprire che la voce narrante è quella di MARK GREENE (CICCIO, in foto). 230px-Mark_GreenePersonalmente, penso che lancerò una petizione su change.org per combattere questa calamità;

 

 

 

  1. vivere lontani fa regredire a uno stadio infantile per cui poi, quando ci si ritrova, si sta sempre tutti insieme anche quando non si ha veramente veramente voglia o bisogno. Io, per dire, pur di non staccarmi dai nipoti, sono arrivata a una riunione di lavoro a bordo di questo:trenino-villa-borghese

 

La decima ci stava bene ma non mi viene e non mi va di dirvene una solo per fare cifra tonda.

Domani si va anche noi di Macondo nella Città Natale, dove il caos creatosi qui si replicherà amplificato alla dodicesima potenza quindi…

…gli auguri ve li faccio adesso.

Buon Natale!

 

 

 

 

 

 

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