Femminismo vintage

Giulia era nata il 9 febbraio di 99 anni fa, alla fine della Grande Guerra.
Aveva occhi grigi e un carattere serio, parlava poco e leggeva molto.
Era una persona curiosa, e umile, perciò una persona adatta a imparare. Imparava un poco, di tutto.
Avrebbe voluto frequentare il Liceo Classico, come facevano i suoi due fratelli maschi: all’epoca era quella, la scuola che permetteva di poter accedere a più professioni, e soprattutto a quelle più qualificate.
Ma all’epoca, almeno nella famiglia di Giulia, le femmine, se proprio volevano lavorare, potevano fare le maestre.
E la scuola che loro spettava era quella, le magistrali, come le chiamavano allora.
Giulia non si oppose: era troppo rispettosa e troppo mite, per dichiarare guerra ai suoi genitori, il suo senso del dovere, già radicatissimo, le imponeva di fare tutto ciò che andava fatto senza protestare e senza lagnarsi.
Così, Giulia frequentò le magistrali.
Prese il diploma, diligentemente e a pieni voti.
Ma non diventò maestra.
Si mise a studiare il greco a casa, da sola.
S’innamorò, del greco, e, un anno dopo, si presentò, da privatista, agli esami finali del Liceo Classico.
Li passò.
Prese il diploma, andò all’università e divenne professoressa: per fortuna, visto che non aveva il dono della tenerezza, e i ragazzi più grandi, e le lingue antiche, le si addicevano sicuramente molto più dei bambini.
Ha insegnato latino, italiano e greco, la sua grande passione, per tutta la vita.
Lo ha insegnato a scuola, prima da supplente e poi da professoressa di ruolo.
Lo ha insegnato a casa, agli alunni che venivano da lei a fare lezione privata fino a sera tarda, sottraendola alle figlie.
E’ stata una bravissima professoressa, e una mamma non altrettanto brava (ma questa è un’altra storia).
Poi, però, è stata una nonna fantastica.
Straordinaria come solo le nonne ordinarie sanno essere: quelle che ci sono tutti i giorni, d’inverno e d’estate; che ti leggono le storie ad alta voce quando non lo sai fare; che ti insegnano a giocare a dama e a scopa; che ti offrono la menta o il latte di mandorla quando vai a trovarle; che ti cucinano le cose semplici come la carne alla pizzaiola; che quando sei grande e vivi in un’altra città ti chiamano tutti i sabato per chiederti che cosa mangerai a pranzo e a che ora ti coricasti ieri sera.

Giulia è stata la mia, nonna fantastica.
E anche se non è famosa come Jack Lemmon – che era nato l’8 febbraio e quindi viene ricordato in questi giorni, se non leggete Il Post – per me è stata comunque una star.

Buon compleanno, Nonna Gi.

nonna

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3 thoughts on “Femminismo vintage

  1. E io non la sapevo tutto il retroscena! Però gli auguri reciproci, visto che anche io sono nata il 9 febbraio di qualche anno dopo, c’erano sempre! Un po’ in ritardo ma auguri anche da me, zia!!

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