Vita di coppia: il vero tabù

Prima la finta lettera pubblica del marito cornuto alla moglie infedele, che si è scoperta essere campagna teaser di un programma tv; poi la polemica vera tra D&G e Elton John che a suon di #boicottqualcun si è tirata dietro tutto il pianeta: indubbiamente, la settimana in corso è partita all’insegna della coppia, o famiglia che dir si voglia, e di tutti i tabù ad essa connessi. Eppure, a dispetto di corna antiche e moderni uteri in affitto, io credo che il vero tabù della convivenza, quello più duro a morire di tutti, sia uno e uno solo e cioè…

…il letto condiviso.

Ditemi, veramente: quante coppie conviventi conoscete (etero, gay, trans, fiori, piante, animali eccetera) che non solo dormono separate ma lo dicono pure, apertamente e con orgoglio?
Io, nessuna.
Cioé.
Ci sarebbero quelle coppie famose (nostrane) di cui si vocifera da decenni, coppie dalle multiformi e caleidoscopiche perversioni sessuali che, per attuare tali perversioni, si sarebbero appunto dotate di camere separate… ma appunto si vocifera, ossia si tratta di testimonianze oltre la seconda mano (il fratello del cugino del portiere di casa di Tizio, per intenderci). E comunque, seppure fossero vere, resta che la faccenda venga considerata secretanda.
Poi, ci sarebbe mio padre, che in teoria è un gran fautore della separazione dei letti (e delle case) tra coniugi ma, de facto, sono quarantuno anni che si corica accanto alla stessa donna, cioé mia mamma.
Ancora, ci sono quelli che dormono separati perché uno dei due russa (è il caso di Sue Ellen col suo vecchio fidanzato o dei genitori della mia compagna di classe Lilliput, di cui vi ho già parlato qui) però quasi sempre si tratta di escamotage temporanei e mai di un assetto strutturale: la camera “padronale” è una, il letto pure, solo che uno della coppia, all’arrivo di Morfeo, trasmigra altrove, tipo sul divano o in una stanza ospiti.
Infine, persino Frank e Claire Underwood dormono nello stesso letto (nella prima e seconda stagione, tanto la terza non sta piacendo a nessuno).
Insomma, il tabù è reale e andrebbe abolito.
Non solo perché, oggettivamente, limita la libertà personale creando piccoli disagi (la faccenda di chi vuole leggere e chi vuole vedere la tv, avete presente? O chi vuole dormire e chi vuole parlare a telefono… eccetera eccetera), ma anche perché, in alcuni casi, può diventare pericoloso.
Prendete me e Cuoresaldo. Tra i mille pregi che mi caratterizzano, io ho questo piccolissimo difetto che, nel sonno, sussulto e mi metto a gridare. Non sempre, eh? Ogni tanto… Abbastanza, diciamo, per cominciare a indebolire il pur saldo cuore della mia dolce metà. La quale, la notte scorsa, al mio centesimo sussulto, ha sussurrato

– …credo che al prossimo mi verrà un infarto.

Solo che il tono era vagamente rancoroso per cui ho il sospetto che, se si salva dall’infarto, potrebbe uccidere me. Tipo soffocandomi col cuscino. (Altro che dormiamo abbracciati, io sotto la sua ascella, lui col braccio sopra di me eccetera eccetera, roba che per me è sempre stata fantascienza).

Allora, poi, bisognerebbe andare dal dottor Peterson del Wall Street Journal e dirgli che  forse no, dormire in coppia non è sempre meglio.

Ma poiché prevenire è meglio che curare, io, mentre il mondo pensa a bruciare i perizomi di D&G e cantare le canzoni di Elton John, quasi quasi lancio la campagna

(con)vivialungo#dormiseparato.

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One thought on “Vita di coppia: il vero tabù

  1. divertente. secondo me, convinto assertore del dormire “separati”, la maggiore parte di quelli che, pur potendolo fare ( hanno la possibilità di due posti nella stesa casa dove dormire), sono dei frustati masochisti….

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