Referendum

Mentre la Grecia meditava se dire sì o no all’Europa (abbrevio per comodità, dai), decideva per il no e scendeva in piazza a festeggiare, tra le bestemmie dei vari Schulz in giro per il continente, anche da queste parti i tempi si facevano maturi per un

momento referendum.

Due anni fa, infatti, il setteluglioduemilatredici, occorreva il Big Bang che dà il sottotitolo a questo blog e io entravo come nuovo stato membro nella comunità confederata di Macondo, che di diverso  dall’Unione Europea ha giusto l’estensione geografica: primo, perché la Merkel in confronto a Cuoresaldo è una morbida e flessibile, e secondo perché pure io, come la Grecia, ho avuto e ho tuttora le mie belle Troike da pelare.

Il quesito referendario che si veniva affacciando nella mia testa con l’avvicinarsi dell’anniversario suonava più o meno così:

… ma alla fine, caro popolo interiore, vivere a Macondo si può fare
SI o NO?

E la risposta che la mia pancia ha partorito è… RULLO DI TAMBURI…

…non abbiamo raggiunto il quorum, questo referendum non si può fare.

E lo so, Atene in festa che dice NO è molto più romantica, comunque la si pensi nel merito.

Ma evidentemente nelle mie vene non scorre  l’intrepido sangue acheo che ha fatto schierare Leonida alle Termopili e vincere il No ad Atene. E poi Amico Mio (il mio strizzacervelli, buonissimo come Massimo Dapporto nell’omonima fiction) dice che io devo evitare di radicalizzare i termini delle questioni proprio come i diabetici devono evitare lo zucchero, tipo che se non le evito mi potrebbero essere letali. E poi, dai, riconosciamolo, le semplificazioni sono sempre mistificazioni…

Codardamente accantonato il quesito referendario, mi sono orientata allora su un più accessibile – per le mie capacità di sopportazione – sondaggio d’opinione la cui domanda, doppia, suonava più o meno così:

cosa non ti piace proprio/ti piace di più di Macondo?

La prima risposta, vabbé, è facilissima, al punto che è, tipo, una metarisposta: quello che proprio non mi piace di Macondo è che non è la Grande Città. E neanche la Città Natale o qualsiasi altra città. Insomma, che non è una Città, con tutti i corollari che ne conseguono e che chi legge questo blog conosce (dico una sola parola per tutte: TAXI).

La seconda risposta è più complessa, perché alla fine di cose che mi piacciono ce ne sono diverse. Però, dovendo sceglierne solo una, io forse direi

 …le donne.

Quello che mi è piaciuto e mi piace di più di Macondo sono le donne che ho incontrato e che sono diventate parte della mia vita qui.

Prima di tutte Tata Poppins, che oltre ad essere brava come il mio mito Tata Lucia, è anche molto più carina. Lei ha capito subito che Pi non era l’unico, ad aver bisogno di cure, nella nostra neonata famiglia.

Poi c’è Sorriso, con la “sua” libreria di cui vi ho già parlato – qui – che mi fa sentire di stare un po’ a New York perché organizza più eventi del Guggenheim. Ho conosciuto più scrittori da quando sono qui che in tutto il resto della mia vita, per farvi capire

Di Vianne non vi ho mai parlato, ma rimedio subito: ha un negozio bio che definirlo negozio è riduttivo. È infatti molto di più: un luogo allegro e magico che ti rimette in pace con il mondo, esattamente come la bottega di Juliette Binoche in Chocolat, tanto che io ci passo anche quando non devo comprare niente e la cosa bella è che anche Vianne non sembra stare lì per venderti qualcosa… che non lo so se per un negozio, alla fine, in soldoni, è una cosa positiva ma per me sì, tantissimo. E tra l’altro Vianne è bella proprio come la Binoche.

Nel cuore del centro storico di Macondo, in una delle sue piazze più suggestive, c’è una una sorta di chiringuito spagnolo frequentato da gente molto carina che quando ci vai pare di stare in una spiaggia di Formentera al tramonto invece che nel bel mezzo di un borgo della Sabina. Lo ha aperto, anche lì, una giovane donna, Tranquilla, che lo gestisce insieme a maschi di passaggio e due Ladies di ruolo, la Rockettara e l’Americana. Si incontra sempre qualcuno di conosciuto, si fanno sempre grandi chiacchiere, Pi trova sempre un’anima buona che lo adora e si occupa di lui – prime fra tutte Grace e la Divanka – e si tira sempre tardi.

Incredibile a dirsi ma io, nemica delle palestre e di tutto ciò che vi assomigli e soprattutto che non sia una piscina, a Macondo ho cominciato a fare nientepopodimeno che Pilates. Ho cominciato e ho pure finito, ci sono andata insomma pochissimo, ma le deliziose maestre del centro mi hanno salvato da paralisi lombare certa in svariate occasioni, l’inverno che è trascorso .

Poi, vabbé, ci sono quelle donne che non dovrei includere in questo elenco perché non sono benefit universali di Macondo, ma piuttosto privilegi legati alla Merke… a Cuoresaldo: tipo le sue Amiche e tipo la Prof, che è la supernonna di Pi e di Occhioni… Senza di loro, in varie occasioni, ecco, lo confesso a cuore aperto… avrei dato fuoco a lu paese molto volentieri che in confronto a me Nerone sarebbe risultato un pompiere.

In conclusione (come dice sempre mio padre), a due anni di distanza mi trovo ancora in mezzo al guado, divisa tra l’amore per me stessa  e la Grande Città e quello per Cuoresaldo e Macondo, e le due strade paiono purtroppo come rette parallele, destinate a non incontrarsi mai.

Però, magari, tra le due che si vedono, esiste una Terza Via, nascosta perché qualcuno deve ancora costruirla.

Ecco, allora io mi metto lì e aspetto, come i vecchietti davanti a un cantiere per la strada: aspetto la Grecia, per vedere se la inventano loro, la Terza Via che serve a me, come hanno inventato tutto il resto della nostra civiltà.

Evviva la Grecia, sempre e comunque.

Sostenitori del No festeggiano davanti al Parlamento, Atene, 5 luglio 2015.  (AP Photo/Emilio Morenatti)

(AP Photo/Emilio Morenatti – da Il post)

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s