Good news / 2

Domenica, in treno, ho incontrato un ragazzo sui venticinque anni. Capelli corti in ordine, abito blu elegantissimo, cravatta sottile come si porta oggi, camicia bianca, scarpe all’inglese nere lucidissime e auricolare blu tooth all’orecchio. Parlava con qualcuno e sembrava  un giovane business man in carriera rampantissimo e spietato.

Sono fottuta, ho pensato mentre prendevo disordinatamente posto di fronte a lui con i miei due zaini cicciottoni, una busta piena di roba da mangiare e soprattutto con un Pi vociante e euforico pronto a mettere a ferro e fuoco il vagone. Ci farà cacciare dal treno, a me, a Pi e alla nostra roba grondante sabbia perché nel frattempo non ve l’ho detto ma venivamo dal mare.

Invece no.

Non solo non ci ha fatto cacciare dal treno, non solo non era spietato ma non era manco un business man.

Era un carabiniere.

Io un carabiniere vestito così bene non l’ho mai visto: magari è un problema mio che non frequento carabinieri in libera uscita però i fattacci miei non me li sono fatta e gliel’ho dovuto chiedere, donde veniva cotanta eleganza.

E lui, invece di mandarmi a cagare, mi ha raccontato brevemente la sua storia.

L’abito era un retaggio del passato perché business man, in effetti, lo era stato. Laureato in economia con lode, era stato assunto a 23 anni a tempo indeterminato in un’azienda per un ruolo che ha un nome inglese abbastanza fico ma che sostanzialmente significava che passava il tempo a licenziare persone. A un certo punto, altrettanto sostanzialmente, si era stufato. Anche se lo pagavano bene. Voleva fare qualcosa di utile. Così si era licenziato e aveva chiesto di entrare nell’Arma. Ha fatto un anno di militare, poi non so quale altra cosa e insomma oggi ha 27 anni ed è maresciallo. Non ha orari, lavora molto più di prima e viene pagato molto di meno ma è contento perché sente di avere una missione.

 

Qualcuno gli ha detto che è un cretino.

Qualcuno che è pazzo.

Qualcuno gli ha sputato in faccia perché si sa, la divisa non sta simpatica a tutti.

 

Io invece me lo volevo abbracciare, ché in questo momento storico di sceriffi internazionali e giustizia fai da te la sua scelta mi è parsa proprio coraggiosa.

 

 

 

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