Mani tese e succhi di frutta

– Ecco, Pi, la tua merenda (un dolcetto mini)
– No, mamma, oggi si porta il succo.
– Ma no! Lo dice anche la filastrocca: lunedì tre biscottini, martedì un dolcetto mini… su, Pi, prendi ‘sta merendina e andiamo ché siamo in ritardo.

E invece aveva ragione, perché la filastrocca è cambiata. E la merenda la fanno appena arrivano, sicché sebbene abiti a cinque minuti non avevo tempo di andare a casa a prendere il succo. Ed ero uscita senza borsa e senza portafogli, quindi non potevo comprare il succo alle macchinette. E la mamma che mi voleva prestare i soldi aveva solo venti euro e la maestra non li aveva da spicciare. E Pi non voleva elemosinare metà della merenda da nessuno. E insomma un inferno, dal quale siamo usciti grazie a E, una bimbetta di 4 anni che ha regalato il suo succo di frutta a Pi perché tanto a lei il succo non le piace e quello alla pesca, poi, le fa schifo.
 
La grande lezione di stamattina è che il mondo va avanti grazie a chi tende la mano agli altri anche se solo perché gli fa schifo il succo di pesca, e quindi se non vogliamo farlo fermare dobbiamo tendere la mano tutti.
 
E poi anche che non bisogna mai uscire di casa senza portafogli.
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