The big short

Uno dei film che va per la maggiore in questo periodo è… no, non Zalone, tranquilli… è, dicevo, The big short, in italiano La grande scommessa, mega movie hollywoodiano che annovera nel suo cast intergalattico un Christian Bale talmente strepitoso da essersi beccato una candidatura all’Oscar, e per fortuna come attore non protagonista, sennò il povero Leo se la vedeva brutta anche stavolta (non che Michael Fassbender/Steve Jobs sia l’ultimo degli sfigati con cui contendersi la statuetta, eh… Però vabbé, non gufiamo).
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Una videotelefonata non allunga la vita

Natale, andiamo, è tempo di migrare. Con buona pace del povero Gabriele, settembre in confronto a dicembre non è nessuno, in fatto di Grandi Transumanze. Perché Natale, si sa, è il tempo in cui la Gente si ricongiunge alla famiglia, qualsiasi bizzarra e multiforme aggregazione umana essa significhi. Chi non può ricongiungersi, quanto meno telefona. Anzi oggi, per lo più, VIDEOtelefona.
E allora c’è un dilemma che torna ad assillarmi, in questo periodo. Un dilemma che mi logora da quando esiste Skype. E questo dilemma è… Continue reading

Riunioni familiari: 9 cose che ho imparato.

Giovedì scorso sono calati qui a Macondo i miei parenti d’oltralpe, consistenti in due adulti e tre mocciosi tra gli 8 mesi e i 5 anni. I bambini hanno dormito da noi, gli adulti sono stati altrove ma solo per dormire, per cui abbiamo raggiunto un totale complessivo di 4 mocciosi e 4 adulti conviventi in una dimora di 70 mq dotata di una sola stanza da letto isolabile e di zero mobilie ove occultare cadaveri del disordine umano (per quell’annosa faccenda dei gusti minimalisti e da loft-lover, duri a morire, di Cuoresaldo e per un oggettivo problema di spazi della casa).
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La guerra dei mondi

Natale è un po’ come Sanremo, divide le persone in due categorie: i pro e i contro. I pro sono quelli che da fine novembre cominciano a essere pervasi da una strana euforia; quelli che considerano l’albero, il presepe e in generale ogni usanza natalizia, di qualsivoglia natura, come un impegno da onorare a costo della vita; quelli che possono essere pure più solitari di Soldini (Giovanni) ma dal 20 dicembre in poi fanno  gli auguri compulsivamente a tutti, anche a chi detestano dai tempi dell’asilo. Continue reading

Racconto di Natale

Ieri, trovandomi nella Grande Città per questioni di lavoro, sono andata a fare visita alla signora P.
La signora P, come alcuni sanno, era la mia padrona di casa nonché vicina di pianerottolo quando abitavo nella Grande Città.
Undici anni e mezzo insieme: praticamente una vita.
In cui, tra alti e bassi, siamo diventate amiche, anche se lei è del 1927 e io del 1977. Ma io ho un debole, per i vecchietti. E poi la signora P sarà anche in là con gli anni ma è sempre stata molto più in forma di me: si pulisce la casa da sola e quella brilla come un diamante Svarosky; fa giardinaggio trasportando enormi vasi pieni di terra con tanto di albero piantato dentro che neanche Sansone; tutti i giovedì sera va girando per i bar del quartiere a raccattare cornetti e dolcetti per la colazione dei duecentoepassa senzatetto che organizza il venerdì mattina in chiesa… e insomma fa diciotto milioni di cose che io neanche se mi ammazzo di anfetamine.

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