Un buon motivo

Ho già avuto modo di dire ciò che penso della gravidanza: lo trovate scritto qui e se non avete voglia di leggere il post il titolo riassume già benissimo l’essenza del mio pensiero e se non avete voglia di leggere manco il titolo il succo è che… la gravidanza è una rottura di palle cosmica per non dire che fa schifo.  Mi spingo a fare addirittura un’affermazione politica e cioé che la gravidanza è il vero ostacolo alla parità tra i sessi poiché costituisce la più grande zavorra e allo stesso tempo il più grande vantaggio che noi donne abbiamo nella vita rispetto agli uomini. Continue reading

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Una videotelefonata non allunga la vita

Natale, andiamo, è tempo di migrare. Con buona pace del povero Gabriele, settembre in confronto a dicembre non è nessuno, in fatto di Grandi Transumanze. Perché Natale, si sa, è il tempo in cui la Gente si ricongiunge alla famiglia, qualsiasi bizzarra e multiforme aggregazione umana essa significhi. Chi non può ricongiungersi, quanto meno telefona. Anzi oggi, per lo più, VIDEOtelefona.
E allora c’è un dilemma che torna ad assillarmi, in questo periodo. Un dilemma che mi logora da quando esiste Skype. E questo dilemma è… Continue reading

Femminismo vintage

Giulia era nata il 9 febbraio di 99 anni fa, alla fine della Grande Guerra.
Aveva occhi grigi e un carattere serio, parlava poco e leggeva molto.
Era una persona curiosa, e umile, perciò una persona adatta a imparare. Imparava un poco, di tutto.
Avrebbe voluto frequentare il Liceo Classico, come facevano i suoi due fratelli maschi: all’epoca era quella, la scuola che permetteva di poter accedere a più professioni, e soprattutto a quelle più qualificate.
Ma all’epoca, almeno nella famiglia di Giulia, le femmine, se proprio volevano lavorare, potevano fare le maestre.
E la scuola che loro spettava era quella, le magistrali, come le chiamavano allora.
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Riunioni familiari: 9 cose che ho imparato.

Giovedì scorso sono calati qui a Macondo i miei parenti d’oltralpe, consistenti in due adulti e tre mocciosi tra gli 8 mesi e i 5 anni. I bambini hanno dormito da noi, gli adulti sono stati altrove ma solo per dormire, per cui abbiamo raggiunto un totale complessivo di 4 mocciosi e 4 adulti conviventi in una dimora di 70 mq dotata di una sola stanza da letto isolabile e di zero mobilie ove occultare cadaveri del disordine umano (per quell’annosa faccenda dei gusti minimalisti e da loft-lover, duri a morire, di Cuoresaldo e per un oggettivo problema di spazi della casa).
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