Nuovi amici… o no?

Sono diverse settimane che – dato il mio precario stato di salute e le calamità occorsemi di recente – al mio studiolo nella Grande Città ci vado molto poco, e a lavorare me ne sto a Macondo, nell’angolo di casa che Cuoresaldo e io abbiamo identificato come unico possibile per ospitare le mie carte e il mio disordine, ossia: fuori dalla vista umana, nella mansardina sott’al soffitto con le travi di legno. Che a dirla così sembra molto figa e bohémienne, ma a viverla realmente un poco scomoda è, bisogna ammetterlo.

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